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	<title>utopi Archivi - Simona Ruffino</title>
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	<description>Brand Strategist &#38;Neurobrand Specialist. Aiuto a costruire e comunicare meglio l&#039;identità della tua impresa.</description>
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		<title>Cari ragazz* vi scrivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Ruffino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2021 17:24:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari ragazz*, stiamo per iniziare un lungo viaggio insieme, non so voi ma io sono emozionata e carica di aspettative. Gli amici de La Content quest&#8217;anno mi hanno chiesto di andare oltre la mia masterclass di neurobranding e neuromarketing, quindi sarò io ad accompagnarvi come coach del corso Social media e Multimedia Producer cercando di&#8230;&#160;<a href="https://www.simonaruffino.it/pillole-di-brand/cari-ragazz-vi-scrivo/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Cari ragazz* vi scrivo</span></a></p>
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<p>Cari ragazz*, </p>



<p>stiamo per iniziare un lungo viaggio insieme, non so voi ma io sono emozionata e carica di aspettative. Gli amici de <a href="https://lacontent.it/academy/la-classe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Content </a>quest&#8217;anno mi hanno chiesto di andare oltre la mia masterclass di neurobranding e neuromarketing, quindi sarò io ad accompagnarvi come coach del corso Social media e Multimedia Producer cercando di essere la colla e la forbice che dovrà tessere la trama della competenza e della maniera (attenzione questa è una parola importante!) di fare questo mestiere. </p>



<p>Ho pensato a lungo a quello che io, tanti anni fa, avrei voluto imparare con un aiutino in più e sono arrivata alla conclusione che al di là della tecnica, delle teorie, delle ottimizzazioni, degli strumenti, (di cui parleremo accuratamente) qualcuno avrebbe dovuto aiutarmi a collaudare la VISIONE. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Per questo io, quest&#8217;anno, proverò ad insegnarvi l&#8217;UTOPIA.</strong></h4>



<p class="has-text-align-left">Per anni ci hanno detto che per fare marketing e comunicazione dovevamo essere bravi a saper raccontare il prodotto. Per carità è vero, ma un brand non è solo questo. <strong><em>Il brand è l&#8217;utopia stessa. Il brand è la maniera, il progetto, il superamento del limite. Il brand è la capacità di guardare al di là della siepe, è il metodo con cui si pensa e si contribuisce a creare identità, abitudini, bisogni, desideri e immaginari. E lo si fa attraverso ogni &#8220;gesto&#8221; della nostra comunicazione</em></strong>.</p>



<p>Pensare di mettere in piedi strategie di comunicazione e posizionamento nella costante gara del prodotto migliore &#8211; con una narrazione concentrata sulle caratteristiche del prodotto stesso o, peggio ancora sul prezzo &#8211; contribuisce a spogliare le imprese del valore più alto e costringe noi professionisti a non fare un lavoro degno di nota. </p>



<p>Uso spesso la parola UTOPIA e lo faccio tenendo bene a mente Bloch. </p>



<p class="has-text-align-center">L&#8217;utopia di cui tratta Bloch rimanda solo genericamente al significato che il termine assumeva negli autori rinascimentali poiché per lui l&#8217;utopia non vuole intendere un contenuto utopistico, vale a dire impossibile perché privo di una qualsiasi base reale, senza un&#8217;effettiva possibilità di realizzazione, ma un contenuto utopico, non chiaramente determinabile di per sé, <strong><em>ma possibile, indicante la strada da percorrere per raggiungere un obiettivo lontano ma conseguibile</em></strong>; se si parlasse in termini politici, l&#8217;utopia di Bloch potrebbe essere assimilata a un programma politico a lunghissima scadenza.</p>



<p>E voi adesso starete pensando: cosa c&#8217;entra l&#8217;utopia con il neurobranding ed il neuromarketing? Cosa c&#8217;entra l&#8217;utopia con i social media e con i contenuti? C&#8217;entra! </p>



<p>C&#8217;entra perché lavoriamo per le persone e con le persone, non solo utilizzando le neuroscienze, <strong>ma scegliendo l&#8217;umano come approccio al come e al cosa fare. </strong></p>



<p>Per questo non avremo paura di camminare su strade che qualche volta non saranno ben asfaltate, sapremo imparare reciprocamente ad ascoltare, ad avere a che fare con qualcosa che vale molto di più di uno strumento. Maneggeremo le idee, le emozioni, le direzioni, <strong>impareremo ad imparare</strong> e a lavorare insieme anche da luoghi molto distanti tra di loro. </p>



<p>Impareremo a confrontarci e ad andare oltre il consueto. <strong>Ecco, sonderemo l&#8217;inconsueto, nuoteremo nell&#8217;ordinario e costruiremo ponti nello stra-ordinario. </strong></p>



<p>O almeno ci proveremo. Che poi, almeno a me, questo lavoro ha insegnato che a furia di provare e di sbagliare si diventa bravi a far sembrare facili anche le cose difficili. E molto di quello che mi sembrava utopia oggi è un fatto. Un fatto vero. <br>Uno di questi lo state leggendo: dieci anni fa mi sarebbe sembrato impossibile che qualcuno potesse chiedermi di fare da guida a qualcun altro. Invece eccomi qui. </p>



<p>Ci vediamo in classe. <br>Prestissimo.  </p>



<p></p>



<p>PS: Grazie a Cristiano, Alessandro, Luisa e Marco per aver pensato a me. </p>


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