Simona Ruffino neurobranding e neuromarketing

Simona Ruffino, quasi 40 anni, segno gemelli, ascendente leone. Appassionata di musica d’autore e di parole infuocate seguo il tracciato del mio destino da quando sono nata.  A quattro anni volevo “entrare nella televisione” facendo numeri a caso per provare a contattare Raffaella Carrà, in “Pronto Raffaella”. Già da lì, qualcuno avrebbe dovuto iniziare a preoccuparsi.

Un curriculum assurdo, me lo dico da sola, in cui posso sciorinare esperienze in Rai, Universal, ‘Oreal, passando per il Festival di Sanremo, fino al mio personale traguardo del premio all’Eccellenza della Comunicazione Italiana. Ho avuto società e lavorato per brand importanti e personaggi pubblici curandone gli aspetti della strategia di comunicazione e del branding.

Oggi lavoro come consulente e provo attraverso tutto quello che so e tutta l’esperienza costruita a dare VALORE alle imprese ed ai liberi professionisti che mi chiamano.  

Quindi anni di esperienza mi consentono oggi di navigare con una qualche dose di consapevolezza in più. 

 

Lavoro in tandem con i reparti marketing dei brand o fornisco io direttamente i servizi necessari. Faccio formazione, io per prima, continuamente, in maniera compulsiva, affinché non corra mai il rischio di restare un passo indietro. Per questo, quando ne vale la pena, la faccio anche agli altri.

Il neurobranding è la strada che scelgo di percorrere insieme ai miei clienti ogni giorno. Vado ad indagare dentro i  bisogni, le percezioni, le emozioni per rendere la comunicazione veramente efficace. 

Sono una brand strategist e neurobrand specialist, faccio un lavoro che amo e provo a fare con grande entusiasmo. Seleziono i miei clienti con particolare accuratezza per affrontare sfide avvincenti.

Considero valore la poesia, la bellezza, la divergenza e amo valorizzare le differenze. Credo nel pensiero laterale e ho fatto dell’Human Marketing la mia maniera di affrontare le sfide dei mercati che mi si propongono.

Ma la strada si fa andando. E siamo tutti in viaggio.

Simona Ruffino