Mara Venier-la regina inconsapevole del digital

Mara Venier: la regina (inconsapevole) del digital

Mara Venier: la regina inconsapevole del digital. Perché ho scelto di usare questo titolo? Perché Mara non è un “fenomeno” del marketing e nemmeno un “prodotto” costruito ad arte: Mara è e come tale sceglie di fare il suo mestiere. Sessantanove anni, padrona di casa di uno dei format televisivi più antichi della Rai, è riuscita a rendere social la vecchia televisione consegnando ad Instagram il potere della costruzione di un target differente per Domenica In.

I numeri di mara

Il suo profilo Instagram vanta 1 milione e 800 mila follower: nessuna strategia, nessun social media manager, lo storytelling inconsapevole della sua vita che, in maniera totalmente autentica, entra in contatto con la gente. Niente advertising, niente marchette, poco glamour, molte tavole apparecchiate, piedi scalzi, poco trucco, hashtag divertenti. Domenica scorsa “Domenica in” è stato il programma più commentato sui social dell’intera giornata con 180.000 interazioni. (fonte Nielsen)

Questo dato mi ha fatto riflettere: qui non c’è solo la capacità di una professionista e di un team di autori di trovare l’ospite giusto, qui c’è un talento naturale alla relazione. Empatia, fidelizzazione, emozione. Mara Venier riesce a fare in maniera naturale quello che noi brand specialist proviamo spesso a costruire per i nostri clienti. Lei è l’esperta delle relazioni di valore.

Mara: l’umanità che si tocca in virtuale

Oltre alla grande capacità comunicativa, Mara Venier ha conservato intatto il senso del reale. Sceglie di parlare con i suoi ospiti e con il suo pubblico senza la scorciatoia della morbosità, senza lo stereotipo del divismo.

Attraverso i social mostra quello che desidera (e che considera valore) della sua vita privata ed il suo pubblico la ritrova intatta alla domenica pomeriggio. Non si fa scudo dietro la perfezione: si arrabbia, perde la pazienza, prende posizione. Mara potrebbe essere il personaggio meno “giusto” per essere il timoniere di una rivoluzione digitale della Rai, (per età e target di riferimento) eppure ribalta i risultati sbaragliando tutti.

E sono certa che nemmeno se ne renda conto, perché poco gliene importa. Lei usa il social network come strumento di contatto e non come strumento di promozione. Ho avuto il privilegio di vederla lavorare in studio ed ho capito il perché di tutto questo: Mara conosce alla perfezione il suo team e tutto quello che ognuno di loro dovrebbe fare. Mara, come i veri professionisti, dirige la complessità e padroneggia ogni dettaglio. Il gobbo le fa da bussola, ma non lo utilizza. Le domande le sceglie lei. Al momento.

Sceglie di conversare, come nel design toglie e non aggiunge per offrire a rai uno un contenitore autentico. Due poltrone, un po’ di musica, gli amici veri che sono spesso a cena a casa sua. Questo la gente lo sa perché la segue online ed offline.

La professionalità è miscelata a quella umanità che la rende carezzabile, non altrove, non lontana. Una risorsa potente per un’azienda che ha bisogno di allinearsi alla contemporaneità.

Mara Venier utilizza Instagram senza seguire alcun parametro canonico del social stesso. Le immagini non sono patinate né perfette, le stories spesso sono fatte senza logica, nessun hashtag comune e abusato. Mara crea la comunicazione e ci dimostra come non ci sia strategia di marketing che tenga a confronto di un Personal branding naturale ed autentico.

SIMONA RUFFINO
BRAND SPECIALIST & DIGITAL STRATEGIST

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