25 dicembre 2020 Simona Ruffino

25 dicembre 2020

E’ il 25 dicembre 2020 ed io ho ricevuto un regalo bellissimo.
Un mappamondo. Uno di quelli gonfiabili che conservano dentro il respiro di questo tempo immobile e, allo stesso tempo, la promessa di prendere fiato facendo una delle poche cose che ha senso nella vita: viaggiare.

Nonostante sia il pomeriggio di Natale sono alla mia scrivania ed ho appena finito di sistemare dei file per un rebranding. No, non è stacanovismo: è noia.

Quella noia legittima dopo una giornata che amplifica le distanze e tenta di sembrare una giornata qualunque, ma il 25 dicembre per me è sempre un giorno malinconico e, quest’anno, lo è ancora di più. In questo periodo sono intenta a tirare le somme e a cercare ganci che mi tirino dentro il tempo che verrà. Quest’anno, dopo qualche settimana di confusione, sento di essere più concentrata che mai su quello che è adesso e su quello che sarà nei prossimi sei mesi. Senza andare oltre.

Il silenzio amplifica il sentire e questo, sono certa, lo sappiate anche voi. Almeno è così quando non si vuole essere sordi nei confronti dei propri bisogni e delle proprie attitudini.
Ho promesso a me stessa che non avrei scritto niente di nozionistico almeno fino a fine anno. Manterrò i buoni propositi perché, chi utilizza il web come mezzo per entrare in contatto con gli altri deve, qualche volta, poter abbassare le barriere che il ruolo impone. Quindi, in questo 25 dicembre 2020, ho deciso di scrivere a voi, ma in realtà lo sto facendo a me stessa. Perché è lecito ogni tanto mandarsi una missiva, affinché resti memoria di un preciso istante della vita. Questo è un pomeriggio in cui non ci sono particolari segni natalizi dentro la mia casa. Io sono nel mio studio, c’è chi legge un libro al piano di sopra e chi sta guardando una serie su Netflix. Bublè è stato licenziato da queste feste e la tombola non è stata nemmeno spolverata.

Le calorie sono state per fortuna contenute ed io continuo a sorridere al mio mappamondo.
Voglio andare in California per passeggiare sulle spiagge di Malibù. Voglio andare ad Hollywood e visitare gli Studios. Desidero vedere cosa c’è dall’altra del mondo adesso che sono grande e consapevole abbastanza da capirlo. (Anzi se c’è qualcuno che può darmi delle dritte su Los Angeles si faccia vivo)

Poi verrà il tempo per un Coast to Coast, ma sono sarà adesso. Non subito.
Questo mappamondo è carico di speranza, non solo per il periodo che stiamo vivendo e che ci costringe a viaggiare tra la cucina e la camera da letto, ma perché mi impone di allargare gli orizzonti e di aver sete di scoprire cosa c’è oltre il mio naso.
Questa speranza mi chiede di imparare nuove lingue, di assaggiare nuovi sapori.

Ed io, che sono un’esordiente in molti campi, cerco di specializzarmi nella pratica più bella che conosca: crescere.

Caspita ragazzi, è stato un anno davvero difficile! Per fortuna frequento tutti i giorni la determinazione e la pazienza, altrimenti non ne sarei uscita intera.
Ma forse non è proprio così, perché ognuno di noi in questi dodici mesi ha perso qualcosa, una parte di sé e, certamente, ha anche aggiunto qualche centimetro di consapevolezza al proprio passo.

Si dice che ogni generazione debba affrontare un momento molto complicato ed io, proprio l’altro giorno, ho detto ad alta voce che sono felice che non sia stata una guerra a piombarmi addosso. La pandemia è una catastrofe, ma almeno non è determinata dalla inadeguatezza degli esseri umani.

In questo pomeriggio senza retorica e luoghi comuni, il Natale mi piace davvero. E’ minimale, scarno all’osso di futilità, giusto ed esaustivo in questa pausa imposta dal calendario che è davvero severa nel ricordarci l’essenziale.

Chiudo il 2020 con questo articolo: zero branding, zero marketing, sincerità quanto basta.
Nel primo articolo del 2021 troverete tutti i buoni motivi che, normalmente, vi spingono a leggermi e a seguirmi, ma oggi no.

Oggi condivido con voi il mio mappamondo nuovo di zecca e vi chiedo: dove andiamo?

Simona, 25 dicembre 2020.

25 dicembre 2020 Simona Ruffino
Il mio mappamondo: dove andiamo?
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1 commento su “25 dicembre 2020”

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