La Prospettiva. Come le imprese possono cogliere l'opportunità.

La Prospettiva. Come le imprese possono cogliere l’opportunità.

Prospettiva. Penso e ripenso a questa parola che molte volte mi ha salvato la vita. Riuscire a guardare da tutti i punti di vista una situazione è un’abilità che ho guadagnato nel tempo lungo. Forse più che abilità dovrei parlare di competenza. Dallo scenario che si apre sui social ho come la sensazione che sia una capacità che manchi a molti e che ognuno tenda a guardare le cose munito di un paio di paraocchi e con pochissimo senso empatico. 

Ed invece è stupefacente l’effetto che fa riuscire a vedere attraverso occhi non propri: si moltiplicano le prospettive e ci viene concesso il lusso di comprendere la vita protesi verso il NOI e non l’Io. 

Il mio lavoro ha allenato questa competenza perché ogni azienda ha bisogno di guardare la realtà analizzando soprattutto i bisogni, i desideri e le prospettive altrui, quelle del proprio pubblico. Ci vogliono consapevolezza e lungimiranza per scorgere la prospettiva di quello che sarà domani o, ancora meglio, dopodomani.  Ed è quello che le aziende, piccole o grandi, devono assolutamente fare in questo momento. 

Questa emergenza finirà e saremo tutti pervasi da un’energia positiva, ma ci ritroveremo anche a dover ricomporre i pezzi rotti, dovremo combattere con gli effetti collaterali di questo virus che saranno andati a rendere più fragili le imprese, a ridurre probabilmente la capacità di acquisto dei consumatori. 

Ma la sfida non inizia domani: è già cominciata. 

È adesso che bisogna agire e non tirare i remi in barca. È adesso che bisogna mettere in fila tutte le possibilità produttive e strategiche per trasformare una crisi in un’opportunità. Costruire la prospettiva. 

La prospettiva di ripartire meglio di prima, di rivedere i piani di comunicazione, di rivedere i prodotti e come vengono proposti e, soprattutto la prospettiva di chi e cosa vogliamo rappresentare negli scenari dell’economia del nostro Paese. 

Sì, perché l’economia non la fanno i grossi brand, la fanno le piccole e medie imprese che hanno bisogno di un salto evolutivo e, mi permetto, un cambio di prospettiva. 

Bisogna immaginare una mappa che metta in collegamento l’offerta e la domanda in modo reale, bisogna andare a scorgere le priorità che ci saranno e garantire la maggiore qualità possibile. Bisogna comunicare all’altezza del prodotto che produciamo, cosa che spesso non accade. 

Troppe volte ho visto aziende con prodotti eccellenti resi invisibili da una comunicazione fatta male o, peggio ancora, non fatta. 

È il momento di acquisire e leggere i dati, è il momento di essere pronti a cambiare le carte in tavola senza avere paura del cambiamento. 

È il momento anche di valutare l’ipotesi di giocare la partita dell’impresa in squadra: è il momento di cercare alleati e di unire le forze per poter investire in maniera più determinata ed offrire prodotti e servizi esclusivi. 

Ecco, bisogna iniziare a pensare al plurale, ad un Noi che produce qualità, forza competitiva e  fatturato. 

Mettiamoci a lavoro, non perdiamo questa grande opportunità di diventare aziende più forti e più sane. 

Se vuoi metterti in contatto con me clicca qui.

SIMONA RUFFINO
Brand Specialist & Digital Strategist

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