Neurobranding e neuromarketing Simona Ruffino

Neurobranding e contenuti

Qualsiasi contenuto ha bisogno di un approccio con il neurobranding.
Qualsiasi contenuto può essere reso efficace dal neurobranding. Perché? Perché ogni volta che comunichiamo lo facciamo per le persone ed ognuno di noi possiede l’organo già affascinante in assoluto: il cervello.

Siamo esseri umani complessi e bellissimi, non siamo ricettori di promozioni spam. Compriamo e scegliamo in base ai nostri bisogni, desideri, percezioni. Quindi il contenuto è il re.

Il contenuto visivo con il quale costruiamo la nostra identità, il contenuto linguistico con cui trasmettiamo i nostri valori e le nostre competenze, il contenuto sonoro con cui cerchiamo di attivare più o meno consapevolmente le emozioni: tutto è contenuto è deve essere “ottimizzato”per gli esseri umani.

Leggiamo ovunque una cosa sacrosanta e cioè che è necessario costruire relazioni con il nostro pubblico. Ma per costruirla non è sufficiente comunicare. Bisogna entrare in contatto. Trattare i nostri clienti o il nostro pubblico come mero acquirente è un errore. Sì è proprio un errore strategico. Lo è soprattutto adesso che la promozione è alla portata di tutti e i nostri concorrenti spuntano come funghi spingendo il piede sull’acceleratore.

Lacan (psicanalista, psichiatra e filosofo francese) sosteneva che il linguaggio è innanzitutto vettore di “reazione”, cosa imprenscindibile nei processi di comunicazione: la cosa fondamentale è che questa reazione innescata sia quella corretta. Se questo non avviene abbiamo perso l’opportunità di crescere e di costruire la relazione.

Il Neurobranding viene esplicitato in forma tangibile attraverso i contenuti: quella che è una disciplina diventa applicazione che accompagna le imprese ed i professionisti a fare meglio.

L’essere umano soffre di un male congenito: pensa di conoscere e presume di sapere chi sia la persona che ha di fronte e quali siano i suoi bisogni. In realtà quasi sempre sbagliamo pensando che se non piace a noi, se non colpisce noi, non potrà servire a nessuno.

Questo è il difetto di fabbrica di moltissime imprese ed imprenditori: il neurobranding serve proprio ad indagare sulle caratteristiche del pubblico e costruire una comunicazione che possa farci essere rilevanti per lui.

Quindi prima di fare lo sforzo di produrre contenuti fermati con la lente di ingrandimento a cercare di capire chi hai di fronte. Qualche volta può anche essere necessario un passo indietro. Qualche volta bisognerà ricominciare da zero. Ma abbi cura delle tue persone, perché il target non è fatto di numeri.

Neurobranding e contenuti sono una cosa sola: ricordalo!

Simona Ruffino

Neurobrand specialist & brand strategist. Consulente, speaker e formatrice. Esperta di costruzione di brand identity, strategie di comunicazione e neurobranding. Premio all'eccellenza della comunicazione italiana nel 2015. Promotrice della cultura di impresa e di impresa etica.

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