LA SEMPLIFICAZIONE DEL LINGUAGGIO

Siamo nel tempo della semplificazione: del linguaggio, dei processi, dei risultati.
Per tanto tempo ci hanno detto quanto fosse importante semplificare la comunicazione dei messaggi per renderli comprensibili a tutti e, di conseguenza, facilitare i processi di fidelizzazione e conversione.

Io vado contro corrente: oggi la semplificazione spesso diventa una tecnica di manipolazione o uno strumento poco etico (anche da parte dei brand) che, reiterata nel tempo, scatta la fotografia di una società che non splende né per competenze, né per capacità di leggere la realtà.

PERCHE’ LA SEMPLIFICAZIONE FUNZIONA

Semplificare il linguaggio e il contenuto di un messaggio funziona per diversi motivi:
– consente di creare EMPATIA con un pubblico maggiore di persone che non posseggono le competenze per comprendere e decodificare un messaggio più complesso.
– aumenta il CONSENSO
– diminuisce il senso di inadeguatezza di chi ascolta nel caso in cui non abbia gli strumenti per gestire la complessità.

E’ per questo che, soprattutto in politica si tende ad utilizzare un linguaggio semplicistico che, però, diventa populista quando la semplificazione è subordinata ad un’applicazione delle azioni che tutto è, fuorché facile.
Ma questo vale in tutti i campi: pensiamo alla comunicazione di un brand che si occupa di wellness o di dimagrimento:

Copy 1: Perdi 5 kg in 1 un mese con il trattamento “X”. Compralo subito per dimagrire in fretta!
Copy 2: Il trattamento “X”, abbinato ad un’alimentazione povera di grassi e ad una attività fisica è in grado di aiutarti ad accelerare il tuo metabolismo al fine di ridurre i centimetri localizzati e diminuire il peso corporeo.

Senza ombra di dubbio su un “utente” che ha bisogno di dimagrire (se vuoi approfondire il concetto di bisogno nei processi comunicazione ti consiglio di leggere questo articolo) e non ha voglia di impegnarsi sarà attratto dal copy numero uno e cercherà “la pozione magica che gli consentirà di ottenere un risultato WOW in poco tempo e con il minimo sforzo.”

Le parole possiedono un potere enorme: danno forma e azione ai nostri pensieri. Attivano processi compensativi e diventano per la mente umana allo stesso tempo dubbio e soluzione.
Questo ci dovrebbe fare riflettere su come il linguaggio semplificato porti ad una lettura del reale alterata e non corrispondente, invece, al grado di complessità di cui è composta.

LA RESISTENZA ALLA COMPLESSITA’

“È più sicuro affidarsi alla percezione degli uomini che alla loro logica.”

Peter Mere Latham
Psicologo ed educatore inglese

Gli esseri umani sono alla continua ricerca di soluzioni e vivono cercando in continuazione di soddisfare i loro bisogni o desideri.
ovviamente, per via istintuale, cercando la strada più veloce e più facile.
La complessità viene percepita come un ostacolo dal nostro cervello primordiale che deciderebbe tanto che 2 + 2 faccia sempre 4.
Inoltre, se il nostro cervello non è in grado di seguire le dinamiche arzigogolate della complessità entra in gioco un altro fattore importante: il senso di inadeguatezza. Questo comporta in primis la reazione del disagio e della presa di distanza. Sia che si tratti di un’opinione sia che si tratti di un prodotto:

Insomma, tutto quello che mi mette in difficoltà diventa il nemico.

Ma quanto è giusto utilizzare la semplificazione per comunicare? Quanto diventa inopportuna in determinati ambiti sociali?
Dipende sempre da che tipo di società si ha voglia di abitare.

SIMONA RUFFINO
Brand Specialist & Digital Strategist

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